LA VEGETAZIONE

L'ambiente di Castel di Guido, centro agricolo già dalla
fine del X secolo, presenta le caratteristiche classiche
della campagna romana : mentre le zone pianeggianti
venivano coltivate, la vegetazione spontanea è stata
lasciata intatta lì dove la pendenza non consentiva una
facile lavorazione del terreno.
La vegetazione spontanea mediterranea oggi, quindi,
domina solitamente dall'alto l'intero paesaggio ma questi
ambienti presenti sulle piccole colline sono solo il relitto
di una distribuzione originaria notevolmente più ampia.

Adattata al clima mediterraneo, la Macchia alta è caratterizzata da una dominanza di Roverella ( Q. pubescens ) e Leccio ( Quercus ilex ) con un sottobosco caratterizzato da Fillirea ( Phillyrea angutifolia, P. latifolia ), Alaterno ( Ramnus alaternus ), Erica ( Erica arborea ), Corbezzolo ( Arbuts unedo ) e dal profumato Lentisco ( Pistacia lentiscus ). In questi ambienti sono presenti anche numerose altre querce: la Sughera ( Q. suber ), il Cerro ( Q. cerris ), la Quercia crenata ( Q. crenata ).
Là dove si hanno microclimi più freschi ed umidi si distingue invece, una vegetazione diversa: la vegetazione delle valli e degli impluvi; è qui che non di rado vengono a formarsi delle pozze temporanee generalmente di piccole dimensioni. Nelle piccole valli la vegetazione si è mantenuta fondamentalmente uguale a quella potenziale, essendo ancor oggi costituita da fitti boschi di Cerro e Farnetto ( Q. frainetto ) con presenza di elementi tipici di climi freschi ed umidi come il Carpino bianco ( Carpinus betulus ) e la Farnia ( Q. robur ). Qui allo strato arboreo/arbustivo partecipano il Biancospino ( Crataegus monogyna ), il Corniolo ( Cornus mas ) ed il Sorbo ( Sorbus domestica ).

Negli ultimi 20 anni l'attività produttiva dell'Azienda Agricola, all'interno della quale è situata l'Oasi, è andata riducendosi e specializzandosi, così alcuni campi sono rimasti incolti o sono stati convertiti a pascolo, mentre per altri è stata avviata un'opera di forestazione che si poneva, tra gli altri, l'obiettivo di prevenzione da eventuali mire edilizie. Per i rimboschimenti sono state utilizzate decine di specie diverse tra conifere e latifoglie, molte delle quali autoctone, come il Leccio, la Sughera e la Roverella.


VEGETAZIONE DEI RILIEVI
Sulla cima dei rilievi collinari la vegetazione e' costituita prevalentemente da Macchia alta e boscaglie a domimanza di Roverella ( Quercus pubescens) e Leccio ( Quercus ilex ) con un sottoboscosco a sclerofille caratterizzato dalla Fillirea ( Phillyrea sp. pl.), l'Alaterno ( Rhamnus alaternus ), l'Erica ( Erica arborea ) e il profumatissimo Lentisco ( Pistacia lentiscus ). In questi ambiti sono presenti anche la Sughera ( Quercus suber ), il Cerro ( Quercus ilex ) e la rara quercia crenata ( Quercus crenata ).


VEGETAZIONE DEI PENDII

Alla base dei pendii dove il disboscamento, il pascolo eccessivo e gli incendi hanno condotto ad un rapido impoverimento del suolo (con conseguente affioramento di detrito e sabbie) si rinvengono radi cespugli sempreverdi, alcune specie arbustive ( Cistus monspeliensis, Cistus salviifolius, Cistus creticus subsp. eriocephalus ) ma soprattutto piante erbacee. Questo tipo di vegetazione è uno stadio di degradazione della macchia e prende il nome di "gariga". Essa è ricca di specie appartenenti alla famiglia delle Compositae ( Helichrysum italicum subsp. italicum , Anthemis tinctoria subsp. tinctoria , Senecio leucanthemifolius, Crupina vulgaris , Hedypnois rhagadiloides , Tragopogon hybridus, Urospermum dalechampii, Crepis zacintha ), delle Gramineae ( cynosurus echinatus sp. pl., Briza maxima , Dactylis glomerata s.l., Bromus madritensis , Elytrigia atherica , Aegilops geniculata , Parapholis incurva , Laguru s ovatus , Phleum arenarium subsp. caesium , Bothriochloa ischaemum ), delle Leguminosae ( Lathyrus sphaericus , Trifolium stellatum , Lotus tetragonolobus , Hymenocarpus circinnatus , Tripodium tetraphyllum , Onobrychis caput galii ), delle Labiatae ( Teucrium capitatum , Salvia clandestina ) e delle Orchidaceae ( Anacamptis pyramidalis , Serapias vomeracea , Ophrys sphegodes s.l, Ophrys incubacea , Ophrys fuciflora subsp. fuciflora ). Il processo di degradazione da macchia a gariga è reversibile ma solo quando cessa l'azione di disturbo (uomo, pascolo, fuoco) e non siano mutate le condizioni ambientali preposte alla ricostituzione di stadi più evoluti della vegetazione. Nel caso in cui le condizioni suscritte si verifichino dalla gariga, passando per tutti gli stadi intermedi (macchia bassa, macchia alta ecc.), si ricostituirà il bosco.


VEGETAZIONE DELLE VALLI E DEGLI IMPLUVI
Nelle valli la vegetazione si e' mantenuta
fondamentalmente uguale a quella potenziale
essendo
ancor oggi costituita da fitti boschi di Cerro (Quercus
cerris
) e Farnetto (Qurcus frainetto ). Inoltre, nei siti
con microclima particolarmente fresco e umido, insieme
alle querce si rinvengono il Carpino bianco (Carpinus
betulus
) e la Farnia (Quercus robur ). Allo strato
arboreo/arbustivo partecipano il Melo selvatico
(Malus sylvestris ), il Biancospino (Crataegus monogyna),
il Corniolo (Cornus mas ) e il Sorbo comune ( Sorbus
domestica
). Nel sottobosco crescono il Pungitopo
(Ruscus aculeatus ), la Dafne laurella ( Daphne
laureola
), l'Euforbia delle faggete ( Euphorbia amygdaloides ), l'Anemone dell'appennino (Anemone apennina ) e la Melica comune (Melica uniflora ).


VEGETAZIONE DGLI AMBIENTI ACQUATICI

Sulla base delle caratteristiche geologiche e morfologiche dell'area esaminata si possono distinguere diversi ambienti umidi: fossi perenni, stagni permanenti e pozze temporanee. Lungo i fossi si possono rinvenire residui di vegetazione ripariale con il Salice bianco ( Salix alba ), la Cannuccia ( Phragmites australis ), la Lisca maggiore ( Thypa latifolia ), il Carice maggiore ( Carex pendula ) e vari equiseti. Nelle acque ferme degli stagni artificiali vegetano specie come il Ranuncolo a foglie capillari ( Ranunculus trychophyllus subsp. trychophyllus ), il Ranuncolo con foglie di Ofioglosso ( Ranunculus ophioglossifolius ), il Caglio tardivo ( Galium elongatum ), l'Euforbia pubescente ( Euphorbia hirsuta ), la Mestolaccia comune ( Alisma plantago-acquatica ), la Brasca increspata ( Potamogeton crispus ) e la Gamberaja maggiore ( Callitriche stagnalis ). Le pozze temporanee, che si disseccano quasi completamente in estate, ospitano piante molte interassanti come l'Orchidea acquatica ( Orchis laxiflora ), il Gramignone di palude ( Catabrosa acquatica ), il Ranuncolo tossico ( Ranunculus sceleratus ), il Lino d'acqua ( Samolus valerandi ), la Salcerella erba-portula ( Lythrum portula ) e la Veronica acquatica ( Veronica anagallis-acquatica ) .

RIMBOSCHIMENTI
A causa dell'ingressione marina, avvenuta circa 700.000 anni fa, alcuni dei rilievi coperti dai tufi subirono uno spianamento. Queste localita' poco acclivi e discretamente fertili sono state sfruttate per molti anni dall'uomo ad uso agricolo; attualmente nell'Oasi Castel di Guido le stesse zone sono state riqualificate tramite rimboschimento. Anche se, a tale scopo, non sempre sono state usate piante autoctone e adeguate alle caratteristiche climatiche del luogo, questa operazione di riqualificazione risulta comunque molto importante. Ripristinare il bosco in area precedentemente adibita ad altri usi ha un duplice scopo: quello di creare una zona prossima alla citta' con caratteristiche di naturalita' fruibile nel tempo libero e, nello stesso tempo, di sottrarre la stessa area ad eventuale espansione degli insediamenti residenziali. Inoltre, in questa maniera, si tenta di risolvere il problema della perdita del suolo, una della maggiori cause di degradazione. Un suolo poco profondo, infatti, rende molto lento, e a volte perfino impossibile, sia il recupero dell'area da parte della vegetazione potenziale, sia un eventuale sfruttamento del terreno per altri usi.
In tutta l'Azienda Agricola dal 1988 al 1995 sono state impiantate 550.000 piante di diverse specie arboree con la speranza di poter ricucire la macchia mediterranea ai lembi di foresta planiziali rimasti.
Alcune delle specie
utilizzate sono originarie di altri paesi come: Cupressus sempervirens originario dell'Egeo coltivato in Italia per ornamento o rimboschimento; Cedrus atlantica originario del Marocco; Pinus pinea spontaneizzato (sfuggito a coltivazione) in Italia forse introdotto in epoca remota dal Mediterraneo orientale; Prunus avium coltivato e a volte spontaneizzato con probabile origine Pontica; Malus domestica che è un ibrido tra il Malus sylvestris e specie del vicino Oriente, comunemente coltivato a volte spontaneizzato; Pyrus communis che è un ibrido tra Pyrus pyraster, Pyrus nivalis e altre specie (non esiste allo stato spontaneo) .
Ma per lo più, sopratutto nell'area dell'Oasi, sono state utilzzate specie autoctone come Quercus pubescens, Q. ilex, Q. suber, Cercis siliquastrum, Acer campestris o Fraxinus ornus.