LA VEGETAZIONE MEDITERRANEA

La vegetazione mediterranea di latifoglie sempreverdi può avere architettura arborescente oppure arbustiva, nel primo caso si tratta di foreste (lecceta, sughereta), nel secondo caso costituisce la formazione di macchia (considerata spesso uno stadio di degradazione della foresta).
In Italia questa vegetazione si presenta lungo le coste del mar Ligure, Tirreno e Ionio: nell'Italia meridionale essa penetra anche nell'entroterra, al nord è limitata alle aree più favorite al piede delle Alpi.
Fondamentalmente è possibile far coincidere la vegetazione mediterranea con l'area del Leccio, un albero sempreverde incontrastato dominatore della flora mediterranea. Leccete ad alto fusto sono ormai rare, nel Lazio se ne segnalano dei residui solo a Castel Porziano. Questa situazione è facilmente riconducibile alle modifiche portate all'ambiente nel quale si sviluppa il leccio, già in epoca preistorica, dalle prime attività umane. La vegetazione della regione mediterranea è inquadrata nella classe Quercetea ilicis dove foresta e macchia, fisionomicamente diverse, sono accumunate da un'evidente uniformità floristica, risultato di un processo evolutivo unitario.
La macchia esiste esclusivamente nel bacino del Mediterraneo anche se in California, Cile centrale, Africa meridionale e Australia occidentale si hanno le medesime condizioni ecologiche e vegetazioni simili.

L'OASI E LA MACCHIA
Nell'Oasi Castel di Guido è presente una vegetazione riferibile alla serie del leccio e della sughera (Quercion ilicis), anche se in alcuni casi è possibile fare riferimento ai boschi misti di caducifoglie relativi alle formazioni planiziali costiere del litorale laziale.
La struttura arborea è caratterizzata dalla prevalenza della Sughera (Quercus suber), Leccio(Quercus ilex), Roverella (Quercus pubescens), Cerro (Quercus cerris), Farnetto (Quercus frainetto), Loppio (Acer campestre) e Acero minore (Acer monspessulanum).
Gli arbusti sono quelli tipici della macchia mediterranea: Pungitopo (Ruscus aculeatus), Asparago pungente (Asparagus acutifolius), Corbezzolo (Arbutus unedo),Lentisco (Pistacia lentiscus), Radica, Stipa (Erica arborea), Ilatro comune, Filaria (Phillyrea latifolia), Alterno (Rhamnus alaternus), Ginestra comune o Ginestra odorosa (Spartium junceum), Cisto rosso (Cistus incanus), Cisto femmina (Cistus salvifolius) e Cisto di Montpellier (Cistus monspeliensis).
L'associazione di queste specie costruisce dense e intricate formazioni vegetazionali che sono quasi impenetrabili.

UNA FORESTA TROPICALE NELL'OASI
Passeggiandonell'Oasi e osservando le varie formazioni vegetazionali si nota la presenza di molte specie rampicanti Stracciabrache (Smilax aspera), Viticcio (Clematis flammula), Viorna (Clematis vitalba), Robbia selvatica (Rubia peregrina), Edera (Hedera helix), Asparago pungente (Asparagus acutifolius), Caprifoglio etrusco (Lonicera etrusca). Queste piante si arrampicano sugli alberi per arrivare alla luce che è fondamentale per il processo fotosintetico. L'importanza di queste specie vegetali va interpretata in senso storico, non come storia dell'uomo ma come storia dell'evoluzione delle piante.
L'Italia infatti esce da un periodo caldo: il Terziario periodo che va da 60 ad 1,6 milioni d'anni fa, dunque fino a circa 2 milioni di anni fa era ricoperta da una vegetazione detta per l'appunto tropical-terziaria, molto simile alle Foreste Pluvilai che oggi troviamo in Sud America.
Nelle foreste pluviali, sud-tropicali, c'è abbondanza di luce e d'acqua, condizioni queste ottimali per la vita; di conseguenza sono sfruttate al massimo tutte le nicchie ecologiche (ruolo funzionale di un organismo in un ecosistema che comprende le sue relazioni con l' ambiente fisico e biologico in cui vive); si ha così una vera e propria esplosione di vita e le piante cercano di occupare tutti gli spazi possibili, molte piante (ex: orchidaceae) vivono sugli alberi (epifitismo) inserendone le loro radici trai rami, altre per arrivare alla luce si arrampicano, le liane.
Questo era più o meno lo scenario dell'Italia circa nel Terziario.
Ora in Italia è rimasta una unica piante epifita, il Vischio che poggia le sue radici sui rami della pianto ospite.
Circa 2 milioni d'anni fa il nostro territorio è caduto sotto la morsa delle Glaciazioni Quaternarie segnando la fine del Terziario e del clima tropicale in Italia e non solo. Le glaciazioni quaternarie hanno decimato sia la flora sia la fauna; intere famiglie di piante sono scomparse, altre si sono ridotte a pochissime specie. L'Edera (Hedera helix) appartiene ad una famiglia tropicale, le Araliaceae, e in Italia ora ne esiste un solo genere Hedera e una sola specie helix.
Pertanto la presenza di molte specie rampicanti in un bosco deve far suonare un campanello d'allarme: siamo in una zona tropicale-equatoriale o in una zona in cui è leggibile un'eredità tropicale; quest'ultimo è il caso della vegetazione mediterranea.

LA LECCETA E LA MACCHIA
Le relazioni dinamiche tra lecceta e macchia mediterranea sono schematizzabili come segue:

LECCETA -> MACCHIA -> GARIGA

degradazione ---->

rigenerazione <----

Dalla lecceta per degradazione si passa alla macchia dove il leccio (Quercus ilex) assume portamento prettamente arbustivo anzichè arborescente. Questo avviene in seguito alla ceduazione (taglio degli alberi da parte dell'uomo), al pascolo e agli incendi.
La macchia che si forma per l'intervento irrazionale dell'uomo sul territorio è detta "secondaria"; se invece si sviluppa in seguito a determinati tipi climatici e a particolari morfologie del terreno si dice "primaria" (difficilmente i due tipi di macchia sono distinguibili).
Nel caso in cui la macchia è sottoposta ad ulteriore sfruttamento si passa al successivo stato di degradazione, che è la gariga.
Tuttavia questo processo è reversibile e quando cessa l'azione di disturbo è possibile la rigenerazione da gariga a lecceta passando per molti stadi intermedi, dovuti alla diversa pressione antropica sul territorio.
Nell'Oasi di Castel di Guido è presente la formazione della gariga (al piede dei dossi), interpretabile verosimilmente come stadio di degradazione della macchia. È possibile inoltre notare sui versanti dei suddetti dossi formazioni di macchia-foresta (leccio e sughera con habitus arboreo) interpretabile forse come stadio rigenerativo di passaggio dalla macchia alla lecceta.
Nell'area dell'Oasi sono evidenti i passati interventi dell'uomo (rimboschimenti, pascoli e gariga) orientati a modellare il paesaggio, ma esistono alcune situazioni vegetazionali degne d'attenzione (lembi di macchia mediterranea quasi intatti) che vanno conservate e salvaguardate; cercare di comprendere come questa vegetazione sia dinamica nel tempo e nello spazio e come ha reagito alla pressione dell'uomo ci aiuterà sicuramente ad attuare una conservazione più adeguata e più attenta, indirizzata non a copiare le situazioni che si presentano in natura, ma ad imitarle, il che significa comprenderne coscientemente i più profondi aspetti.

SISTEMATICA DELLA VEGETAZIONE MEDITERRANEA
Uno schema sintassonomico (sistema gerarchico della vegetazione) è necessario per raggruppare e tipizzare le comunità vegetali. Per procedere al riconoscimento e successivo inquadramento di una comunità vegetale è necessario, in prima analisi, definirne la composizione floristica.
Risulta pertanto importante ricordare il differente significato tra Flora e Vegetazione.

FLORA: elenco ragionato di specie di piante che popolano un determinato territorio.
Di queste viene valutata ogni singola caratteristica (morfologia, ecologia, distribuzione, forme biologiche etc.).

VEGETAZIONE: l'insieme degli individui vegetali che vivono in un determinato ambiente evidenziandone i rapporti che hanno tra di loro, con l'ambiente fisico (clima, suolo) e quello biologico (animali e uomo).

Costruzione di uno schema sintassonomico:
- Le diverse unità vegetazionali sono denominate in latino.
- Il livello gerarchico è individuato dalla presenza di particolari bioindicatori, quali le specie caratteristiche.
- Ogni livello gerarchico presenta un suffisso specifico.

Livello gerarchico
Suffisso
Classe -etea
Ordine -etalia
Alleanza -ion
Associazione -etum

Per la caratterizzazione floristica delle diverse formazioni vegetazionali si utilizzano: - specie caratteristiche (di associazioni, alleanze, ordini e classi) che hanno un legame esclusivo con specifiche unità vegetazionali.
- specie differenziali, anche loro caratteristiche ma per più unità affini.
- specie compagne che si presentano in più unità vegetazionali.

La fitosociologia è la scienza botanica che si occupa di studiare la vegetazione. L'unita di base, concreta, della fitosociologia è l'associazione (cenosi vegetale studiata per mezzo del rilievo). Secondo Braun-Blanquet l'associazione è un aggruppamento vegetale più o meno stabile ed in equilibrio con il mezzo ambiente, caratterizzato da una composizione floristica ben determinata, in cui le specie caratteristiche rilevano con la loro presenza un'ecologia particolare ed autonoma.

La vegetazione mediterranea è riferibile alla classe Quercetea ilicis ed è strutturata come segue:

Quercetea ilicis (Br.-BI. 1947) (classe)
Querceti e macchia mediterranei sempreverdi.
Specie caratteristiche: Arbutus unedo, Asparagus acutifolius, Lonicera implexa, Phillyrea angustifolia, Rosa sempervirens, Rubia peregrina, Smilax aspera.

1) Quercetalia ilicis (ordine)
Formazioni forestali.
Specie caratteristiche: Quercus suber, Ruscus aculeatus, Phillyrea latifolia, Carex distacya.

1.1 Quercion ilicis (alleanza)
Formazioni forestali con dominanza di leccio e sughera comprendente le seguenti associazioni.
Specie caratteristiche: Quercus ilex, Laurus nobilis, Viola alba subsp. dehnhardtii.

-Viburno tini-Quercetum ilicis (leccete costiere)
-Asplenio onopteridi-Quercetum ilicis (leccete montane su substrati silicei)
-Orno-Quercetum ilicis (associazioni a baricentro balcanico su substrati carbonatici).
-Ostryo carpinifolie-Quecetum ilicis (come l'Orno-Qercetum ilicis ma con carattere più mesofilo).

 

2) Pistacio lentisci-Rhamnetalia alaterni (ordine)
Formazioni arbustive di macchia mediterranea.
Specie caratteristiche: Myrtus communis, Osyris alba, Clematis flammula, Pistacia lentiscus, Pistacia trebinthus, Rhamnus alaternus, Chamaeropos umilis.

2.1 Ericion arboreae (alleanza)
Preboschi o mantelli su suoli silicei.
Specie caratteristiche: Arbutus unedo, Erica arborea, Laurus nobilis, Rosa sempervirens.

2.2 Oleo-Ceratonion (alleanza)
Formazioni arbustive con distribuzione tra Sicilia, costa tirrenica dell'Italia, Spagna e Provenza.
Specie caratteristiche: Euphorbia dendroides, Phillyrea angustifolia.

-Myrto-Lentiscetum (macchia alta o mantello di boschi dei Quercetalia).

- Periplocion angustifoliae (alleanza)
Formazioni arbustive.
Specie caratteristiche: Periploca laevigata, Calicotome intermadia, Phlomis purpurea.